Lundi 31 mai 2010 1 31 /05 /Mai /2010 19:03

 

slidetelaAvalloneACCIAIO.jpg

Acciaio (Acier) est le surprenant premier roman d'une jeune auteure italienne de 25 ans, Silvia Avallone. Suprenant car ce roman puissant qui captive le lecteur de la première à la dernière page sans jamais faiblir n'a rien de véritablement neuf. Il raconte en effet une histoire , de manière chronologique et du point de vue d'un narrateur extérieur omniscient . Et il semble s'inscrire, tant par le cadre dans lequel il se déroule que par certains aspects de son style, dans la lignée d'un Zola : une sorte de Germinal ou d'Assommoir du XXIème siècle !


C'est l'histoire d' une amitié entre deux jeunes filles de 13/ 14 ans qui s'effondre brutalement quand l'une d'entre elle devient femme. Un récit initiatique décrivant le passage du monde de l'adolescence à celui des adultes , quand les rêves de fuite et l'espérance en l'avenir se transforment en désillusions et en résignation.


Acciaio a pour décor Piombino – où l'auteure a vécu quelques années - , une ville de Toscane proche de la mer vivant du complexe sidérurgique de la Lucchini. Mais sa rue principale , la via Stalingrado, purement fictive, montre bien qu' elle représente toutes les cités industrielles d'Italie, toutes ces banlieues sordides aux logements ouvriers de béton dégradé où s'entassent dans la promiscuité des populations démunies. Un environnement marqué par le bruit et la pollution , la misère et la violence, la prostitution et la drogue , les arnaques en tout genre et les pénibles conditions de travail qui se soldent par de nombreux accidents. Un monde dur où les enfants grandissent trop vite et les adultes vieillissent précocement, avec comme seules distractions la plage/cloaque jonchée de détritus ou la discothèque du samedi soir, comme seuls rêves le monde télévisé de Berlusconi ou celui des riches touristes envahissant les plages de sable blanc de l'île d'Elbe qui scintille à l'horizon comme un paradis inaccessible.


Silvia Avalonne possède un grand talent de conteuse.

Elle sait donner de la vie à son récit et de la chair à ses nombreux personnages . Elle restitue en peu de mots , par des détails bien choisis , la réalité de la vie quotidienne et saisit rapidement les sensations et les sentiments avec un sens aigu de l'observation et une écriture vigoureuse empruntant de nombreux éléments à la langue populaire et à l'argot des jeunes.

Elle montre de l'empathie pour ces humbles gens et donne ainsi beaucoup d'humanité à son roman. Et, surtout, elle parvient à magnifier cet univers prosaïque grâce au lyrisme d'un style qui en fait jaillir la beauté, un style poétique recourant à des images fortes jouant sur les parallèles, les contrastes et les symboles.

Silvia Avallone fait également preuve d'une maîtrise étonnante dans la narration.

Elle aime donner un rythme en reprenant des phrases et des images qui scandent son récit et le font avancer en unifiant ses divers éléments. Elle prépare ses effets en annonçant, en présageant une suite inéluctable ou, au contraire, en différant ses informations, en les délivrant  de manière progressive et indirecte pour entretenir le suspense, et elle a l'art de commencer et de terminer ses scènes, ses parties , son livre aussi, par des images marquantes .


Silvia Avallone est diplomée de philosophie et vit actuellement à Bologne.

Elle a déjà publié un recueil de poèmes , Il libro dei ventanni ( 2007) et plusieurs nouvelles dans des revues .

(réédité le 08/09/2010)

Son roman Acciao, retenu  dans la sélection finale du prestigieux premio Strega - l'équivalent du prix Goncourt en Italie - a été devancé de quelques voix par Canale Mussolini d' Antonio Pennacchi. Il obtient un gros succès en librairie en Italie et est actuellement en cours de traduction .


Silvia-Avallone.jpg

 

 

 

Acciaio, Silvia Avallone, Rizzoli, janvier 2010, 361 p.

 

Réédité le 16/09/10

Comme j'aime bien que l'on confronte les lectures - et que ces dernières sont toujours très subjectives - je vous donne le lien vers un article intitulé "Acciao, chef-d'oeuvre ... de nullité" d'une blogueuse - et sur un blog - que j'apprécie beaucoup : 

http://lagiravolta.unblog.fr/2010/07/02/acciaio-chef-doeuvrede-nullite/

 Je signale également que la traductrice - connue notamment pour ses traductions de A. Barrico - qui est  actuellement en charge de la traduction française  a aimé ce roman  (et  ma critique).

 


EXTRAITS :


p.19/20

    (...)

    Anna e Francesca, tredici anni quasi quatordici. La mora e la bionda. Laggiù, in mezzo a tutti quei maschi, quegli occhi, quei corpi, che nell'acqua retrocedevano allo stato indifferenziato, di corpo muto ed entusiasta. Giocavano a rubare il pallone, proprio quando un ragazzo lo stava per calciare in porta. Una porta fatta con due pali di legno conficcati nel bagnasciuga. E una fiammata che vuole affermare il gol.

    Correvano nella folla, si voltavano a guardarsi, si prendevano per mano. Sapevano di avere la natura dalla loro parte, sapevano che era una forza. Perché in certi ambienti, per una ragazza, conta solo essere bella. E se sei una sfigata, non fai vita. Se i ragazzi non scrivono sui piloni del cortile il tuo nome e non ti infilano bigliettini soto la porta, non sei nessuno. A tredicci anni vuoi già morire.
    Anna e Francesca schizzavano sorrisi di qua e di là. Nino, che se le portava a calvalcioni sulle spalle, sentiva il loro sesso caldo dietro la nuca. Massimo, prima di scaraventarle in acqua, le assediava con il solletico e i morsi. Davanti a tutti. E loro si facevano fare tutto dal primo che passa, senza il minimo scrupulo, senza la minima cognizione. Così, con il mondo a portata di mano, alla faccia di chi restava a guardare.

    Ma non erano le sole, a provare certe cose nuove nel corpo. Anche le sfigate, le racchie come Lisa rintanata nel suo asciugamano, avrebbero voluto rotolarsi sul bagnasciuga davanti a tutti e correre a perdifiato nell'acqua.

    Nella corsa di Anna e Francesca, che urtavano braccia, sorrisi e palline di tennis, con il sopra del costume mezzo sciolto, c'era una sfida. E chi le stava a guardare gli invidiava quel seno, il culo, il sorriso spudorato che diceva : io esisto.
    La sabbia nell'acqua bassa si mescolava alle alghe, diventava una polpa. Correvano, la bionda e la mora, nel mare. Si sentivano frugare dagli occhi maschili. Era quello che volevano, essere guardate. Non c'era un perché preciso. Giocavano, si vedeva, ma facevano anche sul serio.

    La mora e la bionda. Loro due, sempre e solo loro due. Quando uscivano dall'acqua si tenevano per mano comme i fidanzati. E al bagno del bar entravano insieme. Sfilavano su e giù per la spiaggia, voltandosi prima una poi l'altra quando ricevevano un apprezzamento. Te la facevano pesare, la loro bellezza. La usavano con violenza. E se Anna, ognitanto, ti salutava anche se eri sfigata, Francesca non salutava mai, non sorrideva mai. Tranne ad Anna.

    L'estate del 2001, nessuno la può dimenticare . Anche il crollo delle Torri fu, in fondo, per Anna e Francesca, parte dell'orgasmo che provarono nello scoprire che il loro corpo stava cambiando.


    Ormai, una sola tapparella era rimasta sollevata. Un solo uomo sudava affaciato al balcone con il binocolo al mano.

Enrico si ostinava a cercare la testa bionda di sua figlia tra le onde, in mezzo ai corpi degli altri adolescenti che giocavano a pallavolo, a calcio, a racchette. In quel garbuglio di braccia, seni e gambe, isolava il busto di Francesca dentro la lente, lo mettava afuoco, ne fissava in uno stato di allerta animale i movimenti a contatto con il mare.

    La schiena di Francesca , coperta dai capelli biondi inzuppati d'acqua. Il sedere rotondo : una cosa che non si dovrebbe guardare mai. E invece guardava, Enrico, grondando di sudore. Quel corpo slanciato e perfetto che sua figlia aveva cacciato fuori, di punto in bianco, alla vista di tutti.



p. 85/86

    (...)


    È pieno di gatti.A questo pensava Alessio.

   Nessuno fuori lo sa, ma sotto, in certi capannoni, specialmente alla mense, ci sono communità di gatti enormi, centinaia di gatti. Non hanno mai visto la luce del sole, non hanno idea di cosa sia un filo d'erba. Sono delle specie di mutanti, senza coda, con un occhio solo, tutti uguali. È assurdo.

  Questa cosa dei gatti lo aveva sempre colpito. Gli sembrava incredibile che nel ferro, nelle ghisa, potessero vivere i gatti. Che si ammalavano, poveracci. Ce n'erano certi tutti rognosi, senza il pelo, che facevano quasi spavento. A guardarli nel muso, parevano umani . E c'era qualcuno, Alessio compreso, che gli portava anche da mangiare.

    A Cristiano invece non gliene fregeva niente : né dei gatti né della Lucchini che vedeva ogni santo giorno. A lui, semplicemente, giravano le palle. La droga comminciava a fare effetto e aveva un solo pensiero in testa : la bionda in perizoma sul cartellone pubblicitario all'entrata di Piombino.

  Voleva andare al Gilda stasera. Aveva voglia di concludere subito, all'istante, con la bionda mozzafiatto a pagamento, e non sbattersi dietro a una ragazzina viziata sulla pista del Tartana. Non te la danno, quelle stronze. Se la stratirano, non si lasciano anche baciare. Aveva voglia di toccare un paio di tette enormi. Pagando di più, nel privé, sarebbe andato fino in fondo. E quest'altro qua, 'sto pazzo, chissà a cosa cazzo pensa.

   In realtà Alessio stava lottando per non pensare. Ma quella scena maladetta gli ritornava nella testa come un messaggio registrato, riavviato all'infinito.

   Quel pomeriggio, verso le quatre, uno di quei gatti del cazzo, uno piccolo, gli era finito sotto il treno siluro, e lui non aveva potuto fare niente. Lo aveva piaccicato in un grumo di sangue e pelo. Era sceso e aveva cominciato a prendere tutto a calci. Sono scemo, pensava adesso, sono un deficiente. Perché poi, giustamente, il caporeparto gli aveva ficcato un pugno in piena faccia.

   Sono un cretino continuava a dirsi. Ho perso la testa per un gatto. Ma quel gatto gli ricordava troppo un suo amico, schiacciato sotto un rullo due anni prima. Lui, l'amico sfracellato sotto i suoi occhi, non se lo voleva ricordare. Non voleva ricordare la faccia dell'uomo che era sul treno e non aveva potuto fermarlo.

(...)


p. 233

ch. 25


    Piove a dirotto. È un fatto.

    Arturo fissa il movimento dei tergicristalli, mozziconi di pensieri gli attraversano il cervello. È uno stato di tensione straordinario, è dentro l'abitacolo dell'auto. Svolta a sinistra, imbocca la statale. Forse è in salvo.

   Erano in borghese, hanno spianato le pistole. Arturo guida piano per passare inosservato , sente le schariche di adrenalina lungo braccia e gambe. Gli hanno mandato a monte un affare da cento millioni, forse anche di più, ma non lo hanno beccato.

   Adesso succede qualcosa. La macchina davanti frena e inserisce le quatro frecce. Si aggiunge un ulteriore fatto che impone di rallentare e poi fermarsi. Stop. Arturo è fermo. Cos'è, un incidente ? Non ci voleva proprio.

    Piove a dirotto da questa notte.

   Pioveva prima, sulla banchina del porto all'alba quando è esplosa la retata. E piove adesso. Il traffico è fermo. L'acqua batte sui cofani delle auto in coda. È gente che va a lavorare, gente che suona il clacson perché deve timbrare il cartellino. Sono le otto e mezza del mattino. L'acqua ingorga i tombini. Scivola lungo i piccioli delle foglie, le poche rimaste. Scuote i rami nudi degli alberi a lato della strada.

    Arturo non riesce a pensare. Deve decidere dove andare, trovare una sistematisazione, un escamotage – poi, forse, telfonerà a Sandra. Arturo fissa i tergicristalli e pensa che ci sono millioni di fatti nel mondo, collegati fra loro, estranei e conessi. Lui è uno di questi, uno dei tanti. Un fatto vivante e pensante nella catena illimitata e indifferente.

   L'acqua scivola lungo i piccioli delle foglie, nelle grondaie dei capannoni sulla statale all'uscita di Piombino. È un attimo perdere il controllo. L 'acqua intasa i tombini e forma pozzanghere sull'asfalto crepato. È un attimo scivolare sul dorso della catena, finire in una costellazione ignota di eventi. Non c'è tempo.

    Piove sul motorino rovesciato, e sul corpo di un uomo riverso a terra.

   Arturo fissa i tergicristalli, poi getta uno sguardo nello spechietto retrovisore e impallidisce : c'è un' auto della polizia giusto dietro di lui.

   Ascende il riscaldamento. I vetri si stanno appanando. Pasquale ... povero cristo. Di sicuro lo staranno portando a Livorno, a sirene spiegate su un' auto della polizia come quella, lo avranno ammanettato... E io per un pelo non ho fatto la stessa fine.

   Fissa i tergicristalli da sinistra a destra. Non si sa se è vivo o morto, il corpo disteso a un centinaio di metri sull'asfalto. La gente non sa guidare quando piove, pensa Arturo, la gente viene presa alla sprovista.

  Acquaplanning si dice. Si dice che quando perdi il controllo e ti schianti sul guardrail, ti fai male. Ma ci sono migliaia di modi per farsi male. Incidente si dice. Chiamiamo i fatti contro cui ci schiantiamo con questo nome.

  Non si capisce se l'uomo disteso fra le lamiere è un cadavere oppure respira.

  Piove sui capannoni della Lucchini S.p.A., sulle ciminiere bordate di rosso e sui nastri trasportatori carichi di ghisa. Arturo, fissa il movimento automatico dei tergicristalli, sa che alla sua destra si svolge lo spettacolo dell'industria per ben dieci chilometri quadrati. Ma non lo vuole guardare.

   (...)



 

Par Emmanuelle Caminade - Publié dans : roman - Communauté : Mes livres préférés
ECRIRE UN COMMENTAIRE - VOIR LES 0 COMMENTAIRES
Retour à l'accueil

Rechercher

Présentation

INDEX AUTEURS

OUVRAGES COLLECTIFS

DES VIES, 62 enfants de harkis racontent

ALGER, quand la ville dort...

Enfances tunisiennes

AGOSTINI Jean-François

C'est ou

ATTA Sefi
 Le meilleur reste à venir 

ATXAGA Bernardo

Obabakoak
AVALLONE Silvia

Acciaio

D'acier (traduction française)

BACHI Salim

Le chien d'Ulysse

BAILLY Jean-Christophe

Le Dépaysement / Voyages en France

BARBARA Charles

L'assassinat du Pont-Rouge

BARICCO Alessandro
 
Novecento

Seta (Soie)

BARRIERE Loïc

Quelques mots d'arabe 

Le choeur des enfants khmers

BASTARD Joël

Manière

Casaluna

Le sentiment du lièvre

BENCHICOU Mohamed

Journal d'un homme libre 

BEN JELLOUN Tahar 

Les amandiers sont morts de leurs blessures

BENMALEK Anouar  

Ô Maria

Le rapt

BERNANOS Georges

Dialogues des Carmélites

BESSETTE Hélène

Ida ou le délire

BIANCARELLI Marco

51 Pegasi, astre virtuel

Extrême Méridien

Murtoriu

Vae Victis et autres tirs collatéraux

Cuntruversa di Valdu Nieddu

BIZOT Véronique

Mon couronnement

BLANC Anne-Catherine

L'astronome aveugle

Moana blues

Passagers de l'archipel

Entretien avec Anne-Catherine Blanc

BORGES Jorge Luis

L'aleph

BOULGAKOV Mikhaïl

Le Maître et Marguerite

BOUIDA Iouri

Le train zéro

CALVINO Italo

Le chevalier inexistant  

CASANOVA Xavier

Codex corsicae

CASANOVA Marie

Et l'odeur des narcisses

CESARI Stefanu

Genitori

CHOUKRI Mohamed

Le pain nu

CLARO

CosmoZ

COE Jonathan

La vie très très privée de Mr Sim

Rencontre avec Josée Kamoun,  traductrice de Jonathan Coe

COHEN Laurent

Sols

CONIL Dominique

En espérant la guerre

Une fille occupée 

CONRAD Joseph

Au coeur des ténèbres

DAOUD Kamel

LE MINOTAURE 504

DIOME Fatou

Inassouvies, nos vies

Celles qui attendent

DOMECQ Jean-Philippe

Misère de l'art

DOSTOIEVSKI Fédor
Carnets du sous-sol

L'Idiot, roman préparatoire

ENARD Mathias

L'alcool et la nostalgie

FARINA Raymond

Virgilianes

Anecdotes  et  Epitola Posthumus

Eclats de vivre  et Une colombe une autre

FERRARI Jérôme 

Aleph zéro

Dans le secret

Balco Atlantico

Un dieu un animal

Entretien avec Jérôme Ferrari 

Où j'ai laissé mon âme

Du style de Jérôme Ferrari et de l'intérêt de la critique...

Variétés de la mort

FERRUCCI Roberto

Sentiments subversifs / Sentimenti sovversivi

FINKIELKRAUT Alain

Nous autres, modernes

Un coeur intelligent

FONDANE Benjamin

Le mal des fantômes

FOURVEL Christophe

La dernière fois où j'ai eu un corps 

FUSINI Nadia

L'amore necessario

GERMAIN Sylvie

L'inaperçu 

GIONO Jean

Naissance de l'Odyssée  

Provence

GONZALEZ Tomàs

Au commencement était la mer

GROSSMAN Vassili
Vie et destin

Carnets de guerre

HADDAD Hubert

Opium Poppy

Rencontre avec Hubert Haddad (Sainte-Cécile-les-Vignes, le 11/05/12)

HEBBADJ Fadéla

L'arbre d'ébène

interview exclusive de Fadéla Hebbadj

Les ensorcelés

Entretien avec Fadéla Hebbadj

HRABAL Bohumil

Une trop bruyante solitude 

IBSEN Henrik

Peer Gynt

IMACHE Tassadit

Des nouvelles de Kora 

JAY Salim

Embourgeoisement immédiat 

Victoire partagée
JOUANARD Gil
L'Oeil de la terre
KALOUAZ Ahmed 

Avec tes mains

de KERANGAL Maylis

Tangente vers l'est

KLEIN Etienne

Galilée et les Indiens 

LAFON Marie-Hélène

Gordana

LE BRETON David 

Eloge de la marche 

LE CLEZIO J.M.G.

RAGA Approche du continent invisible 

LEYS Simon

Le bonheur des petits poissons 

Le studio de l'inutilité

LOBO ANTUNES Antònio

Dormir accompagné

LOY Rosetta

La porta dell'acqua

de LUCA Erri

Le sante dello scandalo

MAcCARTHY Cormac

The road / La route

MAROUANE Leïla

La vie sexuelle d'un islamiste à Paris

MAZOYER Florian

Démiurge et autres nouvelles

MICHON Pierre

Vies minuscules 

Le sacre de Michon (Les Onze)

MORAVIA Alberto

Racconti romani

NIMROD Bena Djangrang

Le bal des princes 

PAGANELLI Norbert

Canta à i sarri

Un sel d'argent

A notti aspetta / La nuit attend

COTTON Peintures : Paroles & couleurs

PAOLI Angèle

Carnets de Marche

PEREZ-REVERTE Arturo

Le peintre de batailles 

PESSAN Eric

Incident de personne

Rencontre avec Eric Pessan (Sainte-Cécile-les-vignes, 25/11/11)

PESSOA Fernando

Le livre de l'intranquillité" (volume II)

PREDALI Jean-Baptiste

Autrefois Diana

RAHIMI Atiq

Syngué sabour (Pierre de patience) 

RENUCCI François-Xavier

Un lieu de quatre vents, Una vita nova

REVERDY Thomas B.

L'envers du monde

Rencontre avec Thomas B. Reverdy ( Bollène, 17/06/11)

RODRIGUEZ-ANTONIOTTI Maddalena

Bleu Conrad

ROHE Oliver

Un peuple en petit

Ma dernière création est un piège à taupes

ROUAUD Jean

Comment gagner sa vie honnêtement

SANSAL Boualem

Le village de l'Allemand

SANTINI Jean-Pierre

Isula blues

C'est toujours la même histoire

L'exil en soi

Nimu

SATTA Salvatore

Il giorno del giudizio

SAVINIO Alberto

Tutta la vita / Toute la vie

SEBBAR Leïla

Ecrivain public

Rencontre avec Leïla Sebbar, Yves Turquier et Marcel Benamou

SHAKESPEARE

La tempête

SLAVNIKOVA Olga

2017

STEINFEST Heinrich

Requins d'eau douce

TABUCCHI Antonio

Piccoli equivoci senza importanza

TAVARES Gonçalo

Apprendre à prier à l'ère de la technique

TCHEKHOV Anton

Le sauvage

VALJAREVIC Srdjan

Rencontre avec Srdjan Valjarevic (Romans, 25/05/11)

Côme

VELHO DA COSTA Maria 

Myra

VERDIER Fabienne

Passagère du silence

WALSER Robert

Retour dans la neige

ZALBERG Carole

Rencontre avec Carole Zalberg (Nyons, 02/06/11)

L'invention du désir

A défaut d'Amérique

L'illégitime

Profil

  • Passionnée de littérature, d'opéra et de théâtre, de cinéma et de peinture, amoureuse de la nature et de la langue italienne... Je m'intéresse particulièrement à l'Italie et à la Corse, à l'Algérie et aux autres pays du Maghreb...
  • Emmanuelle Caminade
  • L'or des livres
  • Femme
  • 14/10/1950
  • musique nature lecture théâtre Italie

Texte Libre

05_chronique_de_la_rentree_litteraire.jpg

Wikio - Top des blogs - Littérature

Mon profil sur Babelio.com

Flux RSS

  • Flux RSS des articles
 
Créer un blog gratuit sur over-blog.com - Contact - C.G.U. - Rémunération en droits d'auteur - Signaler un abus - Articles les plus commentés